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La prima volta che scesi in metropolitana - Pongo

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Mi ricordo come se fosse ieri la prima volta che scesi in metropolitana

Correva l'anno: primi anni 90.

Mi ricordo come se fosse ieri la prima volta che scesi in metropolitana, era già da tempo che studiavo come farlo, ma senza le chiavi dovevo trovare un modo alternativo… ero un ragazzino di 13 anni, che girava in skateboard o BMX la maggior parte del tempo tranne la mattina quando andavo a scuola che prendevo la metro da Centrale e passando per Lambrate mi era capitato di vedere throw up di Bang, Kray e i PWD.

Trovai un tombino in Melchiorre Gioia, dove adesso c’e il palazzo della Regione e il bosco verticale per intenderci.

A quei tempi c’era un locale gay/trans e la zona non appariva cosi tranquilla come lo è ora… riuscire a non farsi notare, arrivare alla siepe dove c’era il tombino, alzare quel peso da solo calarsi e fare l’azione tutto da solo non era un gioco da ragazzi… ma lo feci e la cosa riuscì.

L’adrenalina che mi invase, l’odore della metropolitana che mi catturò, la libertà che incontrai era impagabile per non rifarlo.
E lo feci e lo rifeci varie volte.

Inizialmente sempre tramite i tombini, anche con gli altri dei CKC, mi ricordo una volta siamo scesi dal tombino di Turro sito in centro a v.le Monza tra le due carreggiate mentre le macchine ci passavano a fianco tanto eravamo determinati (e imprudenti direi ora).

Ma tra noi CKC girava anche una chiave della metro, che pare fosse stata la chiave del lucchetto della bicicletta di un ragazzo di Cernusco, questa chiave l’avevano in mano in un paio di noi e basta, e non era cedibile diciamo… io volevo una chiave a tutti i costi e alla fine riuscì ad avere la chiave direttamente dall’ATM in persona, originale e perfetta.

Quel momento segnò il destino di PONGO e della metropolitana milanese.

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